Gli EI e l’allattamento: un odio inspiegabile 11/03/2010
Posted by Cosetta in allattamento, resistere.trackback
L’allattamento è uno dei temi preferiti dall’EI. O meglio, lo detesta con tutto se stesso e fa di tutto per ostacolarlo. Inconsciamente, vogliamo sperare, ma si tratta di un dato di fatto.
Grandissima parte dei luoghi comuni e delle credenze sull’allattamento al seno, infatti, sono esattamente il contrario di ciò che sarebbe utile alla neomamma e al neonato.
In parte, la cultura anti-allattamento dell’EI ha le sue radici nel boom del latte artificiale avvenuto negli anni ’70, accompagnato, com’è ovvio, da un’estrema sensazione di sfiducia verso la possibilità della donna di nutrire i suoi cuccioli a da una totale ignoranza della fisiologia dell’allattamento.
Ed ecco che il latte può essere acqua, o al contrario essere troppo sostanzioso.
Se il bambino piange di sicuro il latte non c’è, o è cattivo per causa vostra, che siete nervose o avete mangiato qualcosa di sbagliato.
Se siete riuscite a allattare siete fortunate, da tanto che la cosa è rara e dovuta al puro caso.
E comunque ricordatevi di non bere mentre allattate, che il bambino potrebbe affogare eh (questa è divertente ma addirittura sadica, dato che molte donne hanno sete proprio mentre allattano)!
NB1: secondo alcuni uno dei nuovi liet motif, sulla scia delle campagne pro-allattamento, è “tutte le donne hanno latte”. In effetti, posta in questi termini, è un’affermazione errata. Non è vero che tutte le donne possono allattare, ma la gran parte di esse (si parla di oltre il 95%) si. La restante percentuale non può farlo per motivi di tipo fisico o ormonale. Tuttavia, i casi di latte insufficiente o mancante di cui si sente in giro sono molti di più (o addirittura di latte che se ne andrebbe da un momento all’altro).
Questo non significa che le donne che non sono riuscite ad allattare sono in gran parte bugiarde, ma che non avevano le informazioni giuste su come stimolare la produzione e mantenerla e l’assistenza adeguata per risolvere eventuali problemi.
NB2: l’ultimo grido è, invece, definire chi allatta e chi aiuta le donna a allattare (pochi, ad esempio le consulenti volontarie de La Leche League) come “estremista” o “talebano”. La campagne pro-allattamento promosse dall’OMS non hanno ancora sortito effetti rilevanti, nel nostro Paese (si continua a guardare con biasimo e sospetto chi allatta oltre l’anno, si continua a svezzare prima dei sei mesi, le percentuali di allattamento esclusivo sono ancora basse), ma hanno già stufato. Ad esempio, c’è molta insofferenza nei confronti di chi si permette di ricordare i benefici dell’allattamento al seno, che dovrebbe evitarlo per non colpevolizzare chi non ha allattato (concetto francamente assurdo).
Tanto che il Ministero della Salute è dovuto intervenire, proprio in questi giorni, con un ammonimento rivolto in particolare agli organi di informazione, che fotografa puntualmente questa biasimevole tendenza e la redarguisce.
Ve lo riporto integralmente perché è interessante.
Comunicato n. 64 del 5 marzo 2010 UFFICIO STAMPA
ALLATTAMENTO AL SENO: PRECISAZIONI DEL COMITATO NAZIONALE MULTISETTORIALE PER L’ALLATTAMENTO MATERNO DEL MINISTERO DELLA SALUTE
Con riferimento alla frequente diffusione di notizie e articoli che hanno l’effetto di svalutare l’allattamento al seno, il Comitato intende ribadire alcuni principi di carattere generale.
I benefici relativi a questa pratica naturale sono conosciuti, studiati e supportati da evidenze molto solide. Tali benefici riconosciuti sono già numerosi ma, molti altri probabilmente, rimangono inesplorati.
L’allattamento al seno esclusivo non è tanto il “metodo ideale” bensì “la norma e il modello di riferimento rispetto al quale tutti i metodi alternativi di alimentazione devono essere misurati in termini di crescita, salute, sviluppo, e qualsiasi altro esito a breve o lungo termine” (UE)
Vale la pena di ricordare che l’allattamento al seno esclusivo per i primi sei mesi assicura una crescita, uno sviluppo ed una salute ottimali. Dopo quest’età, l’allattamento al seno, con l’aggiunta di alimenti complementari appropriati, continua a contribuire alla crescita, allo sviluppo ed alla salute del lattante e del bambino.
Una particolare attenzione deve essere volta a considerare che notizie fuorvianti o interpretazioni non puntuali e/o parziali di articoli scientifici possono condizionare i comportamenti fino a provocare la cessazione precoce dell’allattamento al seno con possibili ripercussioni sociali, economiche e di salute per le donne, i bambini e la comunità. Per quanto sopra riportato, il Comitato intende prendere le distanze da ogni tentativo di delegittimare l’allattamento al seno e auspica una particolare attenzione da parte di tutti gli organi di informazione al fine di evitare di influenzare negativamente, sia con testi che con immagini, uno dei principali determinanti della salute umana.


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